Circolo Blogger dal Veneto

Learning Village di Utilizzatori Appassionati per Progetti Evoluti

Con questo nuovo forum volevo attivare un dibattito sugli strumenti che il web offre, nella prospettiva di implementarne la diffusione condivisa. Che funzioni web utilizzate? Avete sperimentato usi interessanti e alternativi? Quali scenari potrebbero aprirsi se, entro un territorio, un buon numero di utenti condividessero esattamente gli stessi protocolli comunicativi, piuttosto che modalità di espressione facilmente interfacciabili? A voi le possibili risposte...

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Filippo, sono vecchio e pedante, scusami.
Non ho problemi a portarti anche altri blogger sulla piattaforma ma, ti prego, visto che sei admin, prova a fare uno sforzo :-)
Non c'è polemica, ma cambia slogan. Proprio non riesco a sopportare lo slogan quasi politico.
Mi sa da Padania libera o cose del genere.
Davvero, siamo più soft tipo:
blogger veneti
rete sociale dei blogger veneti
o che ne so

Scusami ancora
Ciao

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Come anticipavo, era un "titolo operativo", da cambiare. Pensavo di dover aspettare un dibattito in forum, ma vista la missiva lo cambio subito, raccogliendo alcuni suggerimenti già visti.

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Uno strumento che a mio avviso potrebbe essere veramente utile è quello del microblogging, meglio conosciuto tramite applicazioni quali Twitter, Jaiku e Pownce (soprattutto Twitter, il primo e il più noto). Non so se qualcuno di voi già lo usa, ma vi volevo proporre un mio articolo sull'argomento, chiedendovi poi qualche opinione in materia: Supermicroblogging.

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Fra le varie piattaforme uso NING da un pezzo e faccio anche parte del gruppo di discussione italiano.
Va bene, va benissimo per aggregare ma, il problema è che ci son troppi canali :-(
Ad esempio Natascia sta organizzabdo una cena, come aveva fatto anche Vibes alcune settimane fa.
Proviamo ad analizzare i canali possibili:
a) mail diretta
b) twitter direct message
c) twitter broadcast message
d) post sul proprio blog
e) comment sul blog del vicino
f) wiki (Luigi Bertuzzi docet)
g) mailing list (venetobarcamp@googlegroups.com)
h) ning questo social network
i) msn, skype, gtalk, ecc
l) sms
m) telefonata cellulare
n) telefonata analogica
dispersivo vero?

Troppi mezzi complicano la vita!

Ciao

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La quantità è un problema interessantissimo e molto significativo nel Web 2.0. A parte la risposta banale "pubblicizzo la cena in tutti i mezzi sopraccitati", in modo da massimizzare le connessioni, è evidente che si tratta di ottimizzare tutti questi mezzi e di automatizzarli. Non possiamo passare il tempo a trascinare testi e immagini a destra e a manca. Non per niente i servizi di aggregazione account si stanno diffondendo a macchia d'olio.

Io ritengo sia una questione di misura e soprattutto di design. Bisogna costruire profili d'uso piuttosto personalizzati, e nel contempo complementari e permeabili ai profili d'uso dei nostri target.

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Certo. Ma le strade possono essere più di una, e non so quanto la scelta possa essere centralizzata e votata. L'esempio classico è l'Open Source. Il formato .odt è diffuso, ma OpenOffice, guarda un po', legge e produce anche testi nell'onnipresente .doc, per il semplice fatto che Word è ancora oggi lo standard.

Insomma, il libero fluire di strumenti produce nel mercato globale una convergenza a mio avviso poco indirizzabile, se non con politiche di marketing che ovviamente non sono l'oggetto dei nostri confronti.

Io penso che solo l'uso comune potrà decretare uno standard unico usato da tutti, piuttosto che una rosa di standard usati in sottogruppi, piuttosto che un mix di queste due morfologie. Una cosa è certa: gli aggregatori sono un ottimo strumento potenziale. Unico dettaglio, che esprimo in forma di provocazione: quando gli aggregatori cominceranno ad essere molti, avremo bisogno di un unico superaggregatore??

Io ritengo che la velocità del Web, se razionalizzata, possa anche consentire di usare tutto, e che il tutto, parcellizzato in azioni piccole e ben dimensionate/ragionate, rappresenti una delle sfide creative più interessanti.

In qualche misura, la capacità di organizzare un tutto corposo restituisce un interessante indicatore sull'efficacia dei nostri sistemi di comunicazione ("nostri" nel senso più comunitario del termine). Ciascuno di noi diffonde contenuti nei modi più disparati. Eppure, grazie a strumenti di dominio pubblico, riusciamo ad essere informati di tutto quello che accade, potendo dire la nostra.

Come giustamente dice Luigi, però, è sempre aperta la domanda sulle modalità di partenza. Cioè: se anche una certa iterazione è spontanea, possono esistere dei catalizzatori in grado di facilitare e accelerare?

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