Scusate ragazzi, ma volevo iniziare subito a utilizzare la piattaforma per capire, circa, di cosa stiamo parlando, non senza disseminare qualche piccola provocazione per catalizzare il dibattito. Iniziamo subito con le domande.
- Cosa si intende per Learning Village e per quale ragione, qualora ci sia una ragione, esso è collegabile a un dialogo tra territorio e Web?
- Nel documento wiki che tutti conosciamo ci si riferisce a una possibile promozione nelle amministrazioni locali. Ma in che senso e in che direzioni viene proposta tale promozione? Premetto che ho un'esperienza abbastanza formata in termini di dialogo con le amministrazioni provinciali e regionali, e non mi pare (ma intendiamoci, posso benissimo sbagliarmi) che sussista tale mancanza di coodinamento telematico. Forse si vogliono incentivare determinate direzioni culturali? E se sì, quali?
- Nello specifico, ci sarebbero delle problematiche oggettive da risolvere, degli ambiti di miglioramento, piuttosto che dei precisi progetti da implementare tramite la struttura alla quale si vuole tendere? Per quanto creativa e fertile possa essere la procedura mentale che individua lo strumento prima ancora della funzione, sarebbe il caso di capire, anche solo a grandi linee, gli oggettivi campi d'azione dello strumento stesso.
L'idea era ed è di realizzare attività di apprendimento su base territoriale legandola, così, alle esigenze di sviluppo locale, facendone anche una azione di animazione territoriale. Si tratta di una localizzazione del concetto di learning community d uno specifico territorio con tutte le implicazioni che questo approccio ha. Utilizzando in questo contesto le tecnologie, in primis gli strumenti del web 2.0 si potrebbe cercare di dare sostanza a tanti nostri cazzegggi su 2.0, inclusione, collaborazione, condivisione. Tutti concetti in cui credo fermamente e di cui vorrei cercare una applicazione. La zona proposta da Luigi mi sembra adatta allo scopo. L'ipotesi operativa va, però, studiata, contestualizzata, ecc
Gianni